SIT-IN CENTOVENTI AQUILANI SENZATETTO, PER LO PIÙ ANZIANI, DEVONO LASCIARE LA CAMPOMIZZI PER FARE SPAZIO AGLI UNIVERSITARI FUORI SEDE
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sabato 27 febbraio 2010
Via dalla caserma
«Ci vogliono deportare» Protestano gli sfollati sfrattati
«La deportazione riparte da Campomizzi»: questo il provocatorio slogan esibito da alcuni degli ospiti della Caserma Campomizzi dell'Aquila che da giorni stanno manifestando la loro indignazione, a causa della decisione da parte dell'Università e del Comune di trasferirli in altri alloggi al fine di lasciare liberi i posti letto destinati agli universitari. Destinati ad accogliere circa quattrocento studenti fuori sede, gli alloggi della Caserma Campomizzi ospitano da circa quattro mesi centoventi sfollati aquilani, per lo più persone anziane e single, i quali adesso non riescono ad accettare il fatto che le istituzioni vogliano cacciarli, considerando che il bando indetto dall'Università dell'Aquila riporta come ultimo termine per presentare le domande quello del 22 febbraio. «Il bando di concorso è scaduto da appena tre giorni e già ci vogliono cacciare - afferma un residente della Campomizzi -, non sanno neanche quante domande perverranno, né se chi ne farà richiesta avrà i requisiti necessari per usufruirne». Uno sfogo carico di amarezza, l'amarezza che si legge negli occhi dei tanti anziani che sono stati avvisati non da un responsabile del Comune, bensì da una fredda lettera di poche righe, nella quale si esortavano gli interessati a lasciare libero l'alloggio entro le 48 ore, in favore di un'altra sistemazione nella provincia dell'Aquila. Una mancanza di tatto che non è passata inosservata, tanto da spingere i meno anziani a organizzare dei sit-in per chiedere spiegazione di questo sfratto in piena regola. «Sapevamo che prima o poi ce ne saremmo dovuti andare - afferma una anziana ospite -, quello che non mi aspettavo è il modo in cui ci stanno mandando via. Sono vecchia, mi fa male tutto, e ora mi vengono a dire che mi vogliono mandare in giro per tutta la provincia. Chiedo solo di farmi vivere in pace questi ultimi anni». Sdegno da parte dei cittadini che risiedono nelle altre sistemazioni provvisorie quali la caserma della Guardia di Finanza a Coppito, i quali ravvisano, in quello che sta accadendo agli ospiti di Campomizzi, una disparità di trattamento. «Stanno trattando quelle povere persone come dei pacchi, la cosa ancora più grave a mio avviso - riferisce un ospite della Guardia di Finanza - è che questo comportamento lo stanno avendo con persone anziane, a volte sole al mondo, che avrebbero il sacrosanto diritto di essere lasciate in pace». Toni accesi quelli di un altro cittadino che dice: «Per gli anziani, quelle quattro mura che da qualche mese li ospitano rappresentano il ritorno alla quasi normalità, non capisco perchè privarli di una cosa tanto importante, soprattutto in questo delicato periodo». Per oggi è prevista un'altra manifestazione degli ospiti della Caserma Campomizzi che non intendono gettare la spugna sulla questione che li tocca così da vicino.